martedì 10 dicembre 2013

cento giorni più uno

Sono arrivata in Inghilterra esattamente centouno giorni fa. Non ho aggiornato ieri perchè mi sembrava troppo banale fare il post del centestimo giorno.. (Sono proprio wild at heart).

Le giornate trascorrono veloci e tra poco è Natale. Mi sento sempre piu' a casa. E' strano, nonostante la famiglia spelndida e tutti i loro tentativi di coinvolgermi nella loro vita, mi sono sentita estranea a lungo. Poi è successo, una mattina. Mi sono svegliata e mi sono sentita a casa. Sono scesa di sotto a fare colazione senza neanche guardarmi allo specchio per sistemarmi i capelli. Te ne accorgi dalle piccole cose, di sentirti a casa. Te ne accorgi quando tua madre ospitante ti accompagna ad una festa in macchina distante un'ora da casa perchè "mia figlia non la lascio prendere l'autobus da sola a quest'ora". Te ne accorgi quando tua sorella ospitante ti apre la porta all'una di notte e viste le tue condizioni decide di stare con te e ti prepara una cioccolata calda con marshmallows. Te ne accorgi quando addobbi l'abero a scuola. Te ne accorgi dalle serate belle con gli amici, quelle speciali, te ne accorgi quando i tuoi amici si offrono di riaccompagnarti a casa anche se vivono nella direzione opposta. Te ne accorgi quando sei qui da tre mesi e hai già i biglietti aerei per tornare in Agosto. Te ne accorgi quando decidi che il tuo regalo per i diciotto anni è l'Inghilterra... ancora una volta. Te ne accorgi dalle piccole cose.

Casa manca. A volte come l'aria. A volta per niente. I miei amici vanno avanti. Rompono con i loro fidanzati, piangono, si sentono di merda, vanno alle feste, ridono, hanno il cuore spezzato, gioiscono per un otto in Fisica, festeggiano il loro compleanno, escono per un aperitivo, e io non ci sono. Le videochiamate a volte non bastano. Skype non mi permette di abbracciare una delle mie migliori amiche quando il ragazzo che vuole decide di scegliere un'altra. Non mi permette di esserci come vorrei. Spero lo sappiano, che io ci provo il più possibile. E che vorrei esserci di più, perchè loro ci sono sempre.
La mia famiglia ha fatto l'albero ed è bellissimo, ma non riesco a togliermi dalla mente l'idea che è il primo che non aiuto ad addobbare. Poco tempo fa la mia città è stata sommersa dall'acqua. Alluvione. Credo che ci siano stati alcuni morti. La mia e molte altre scuole erano allagate. C'è stata una mezz'ora in cui non sono riuscita a stabilire nessun contatto con l'Italia. E' stata la mezz'ora più terribile della mia vita. Mi mancava l'aria. Sentirsi inutile.

Comunque. Centouno giorni. Centouno giorni di sorrisi, ripensamenti, biscotti al limone, nuove esperienze, nuove amici, problemi vecchi, disagio, ansie, marlboro rosse, nuove scoperte, incoraggiamenti, videochiamate, foto appese al muro, treni, powerpoint, pacchi, lettere, veri amici, incomprensioni, litigate, email, playlist, caffe, sorprese, lavastoviglie, pioggia e vento, cose non dette, raffreddori, sorrisi, venerdì sera, porte aperte, cannella, coperte di pile, baci, silenzi, sabbia, freddezza, palloncini, tramonti, ma soprattutto, una sola grande soddisfazione.


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